martedì 10 novembre 2009

Scrittura creativa – Parte 1.c: Le basi.

Ve lo dico subito, non sono una sostenitrice delle scalette. Le odiavo alle elementari, le detestavo alle medie, le osteggiavo alle superiori e… beh, e poi non ho più dovuto fare compiti in classe di italiano :-P Comunque, quando scrivo non le uso mai. Detesto essere imbrigliata in ferrei schemi, per di più quando la storia è in divenire, preferisco garantirmi la possibilità di essere elastica e modificare le cose. Inoltre, non è detto che al momento di iniziare il vostro romanzo, abbiate in testa tutta la struttura prima ancora di decidere il titolo.

E’ però anche pessima l’idea di buttarsi a pesce nel descrivere un’azione senza pianificare alcun ché: in questo modo, massimo in cinque capitoli, non vi troverete più niente che torna, specie se la struttura narrativa richiede precise collocazioni temporali.

Ho risolto con un metodo ibrido personalissimo. I punti seguenti non rappresentano un elenco, ma un modus operandi da seguire passo per passo. Se vorrete fare un tentativo, quindi, andate in ordine e applicate i miei suggerimenti al vostro brano in lavorazione.


ORGANIZZARE LE IDEE
  1. abbiate la storia completa in testa. Se non sapete a GRANDISSIME LINEE (mi raccomando!) cosa deve succedere, non azzardatevi a scrivere nemmeno una riga! Facciamo un esempio, applicandolo a… Cenerentola! (ehi, questa la conoscete tutti per forza!). Per “a grandissime linee” intendo dire: c’è una ragazza che viene sottoposta ad angherie da qualcuno. Un giorno di nascosto va ad un ballo dove il principe del paese si innamora di lei. Lei per un motivo scappa prima di rivelare il suo nome. In qualche modo il principe la rintraccia e la sposa. Vi sorprendereste a scoprire che tutte le storie possono sul serio essere raccontate in quattro parole. Se credete che la vostra sia troppo complicata, il motivo è solo che non ce l’avete ancora chiara in testa.
  2. collegate logicamente l’azione. Senza ancora aver scritto una sola riga, ponetevi delle domande di massima per collegare le varie fasi della storia. Per continuare l’esempio di cui sopra, potrei dire che Cenerentola è maltrattata da matrigna e sorellastre, che va al ballo grazie alla magia e che il principe la rintraccia grazie alla scarpetta persa. Sono dei piccoli dettagli, giusto per collegare con causa-effetto le scene. Se manca la logica nello sviluppo della storia (logica relativa al genere che avete scelto, ovvio), allora la trama non sta su. Non fate iniziare ad un personaggio un’epopea di 800 pagine senza sapere il perché. Anche la “crisi esistenziale” va bene, o un “tragico errore”, ma qualcosa ci deve essere.
  3. dettagliate. È il momento, se non riuscite a ricordarvi tutto a mente, di prendere carta e penna. Stiamo ancora in fase embrionale, ergo non scriverete la storia, ma qualche appunto per voi stessi (io di solito continuo “tutto a mente” :-D ). Vediamo di dettagliare un po’ le cose che abbiamo detto finora ponendoci delle domande. Ad esempio: perché Cenerentola sta con una matrigna? Perché il padre si era risposato. E dov’è il padre? Il padre è morto. Come mai? Aveva una brutta malattia. Quando è morto? Un paio di anni prima che si verifichi la nostra storia. E via così, dettagliando meglio i collegamenti.
  4. impostate. A questo punto, dovreste avere tutti i macro-fatti chiari nella vostra testa. Vediamo quindi di prendere carta e penna e buttare giù quella che è la mappa dei fatti. Non è una scaletta, cioè un “prima dico questo e poi quest’altro”, ma solo una lista completa di ciò che accade CRONOLOGICAMENTE, così avrete chiara la vicenda. Attenzione: non scriverete l’ordine secondo cui vanno i capitoli (ad esempio: in un giallo si scopre come si è svolto l’omicidio solo nell’ultimo capitolo [ordine in cui è presentata la storia], ma l’ordine cronologico vuole l’omicidio nei primi capitoli), ma secondo cui si svolgono i fatti. Collegate i fatti con delle frecce, fate dei disegnini, degli schemi, quello che vi pare. Basta che abbiate chiaro che muore il padre di Cenerentola --> lei rimane sola con matrigna e sorellastre.
  5. organizzate. E’ giunto il momento di pensare a come dividere le vicende in capitoli. Non siate troppo fiscali, ci deve essere spazio per il movimento. Diciamo che nel primo capitolo descrivo la vita di Cenerentola, nel secondo la morte del padre e nel terzo la vita con la matrigna. Supponiamo che mi venga poi voglia di aggiungere un aneddoto sui ricordi di Cenerentola su sua madre. Potrei pensare “Cenerentola parla col padre e ricordano insieme la madre”. A questo punto devo avere la libertà di introdurre un capitolo extra fra, magari, il primo e il secondo. Quindi siate flessibili. Dovete solo decidere che avvenimenti mettere dove, non tutti i dettagli. Se nel punto precedente definivate lo svolgimento CRONOLOGICO qui dovete mettere lo svolgimento DEL RACCONTO.
  6. dettagliate ulteriormente. Focalizzatevi su un capitolo per volta e analizzate i problemi. Bene: capitolo 15, Cenerentola deve andare al ballo. Problema: non ha l’abito adatto né un mezzo di locomozione, inoltre vogliamo che faccia la figura della gran signora. Soluzione: dal momento che siamo nel genere fiabesco, l’ottima soluzione è che intervenga la magia. Problema seguente: se per magia le diamo tutto, perché dovrebbe scappare proprio quando balla col principe? Soluzione: aggiungiamo un limite alla magia, cioè che tutto svanisce allo scoccare della mezzanotte. Quindi fatevi uno schema (di solito lo faccio nella testa, ma potete pure usare carta e penna) di ciò che deve succedere in quel capitolo e in che ordine. Insomma, come al punto precedente, ma più in dettaglio e per un solo capitolo. Potremmo ottenere: Cenerentola è disperata perché non sa come andare al ballo --> arriva la fata Madrina --> incantesimo che trasforma Cenerentola e la zucca --> Cenerentola ringrazia la fata e parte con destinazione il ballo.
  7. scrivete! E’ il momento di iniziare a prendere carta e penna (o tastiera). Non state a guardare lo schema, vi basta avere un’idea di fondo dei punti salienti che necessitate di trattare. Ecco, questo è il vantaggio vero di seguire il mio metodo: non avendo una scaletta fissa, ma solo qualche appunto su ciò che deve accadere, potrete dare via libera all’immaginazione e all’improvvisazione senza stravolgere la trama o avere problemi ad incastrarvi col resto. E' questo il momento per descrivere il vestito di Cenerentola, inventarsi la formula magica della fata, gli effetti di luce della sua bacchetta e le facce inebetite dei topolini! Potete aggiungere Cenerentola che balla a suon di musica, che guarda estasiata il vestito, che parla da sola fingendo di trovarsi davanti al principe, tutto! Perché la scaletta non c’è. Vi garantisco che le cose più belle che ho scritto si formavano proprio in questi momenti. Non starò a dirvi per filo e per segno come inventare i dettagli, lo vedremo nei prossimi post molto approfonditamente, ma è fondamentale che vi sentiate liberi di esprimere la vostra creatività. La storia è in mano vostra!
  8. controllate. Quando finalmente passate al capitolo successivo, tornate indietro e verificate se le cose si incastrano bene con quello (quelli) precedente (precedenti).

Una cosa che faccio spesso durante la stesura, è prendermi degli appunti. Ad esempio, in un lampo di genio potrebbe venirmi la formula della fata quando sto ancora scrivendo il capitolo 2. A bordo foglio mi segno “Salagadula, ecc” e così, arrivata al capitolo 15, non starò lì a maledirmi perché, cavolo!, mi sono dimenticata la formula. E’ un ottimo consiglio, credetemi!

Ovviamente i primi 5 punti si applicano una volta sola a tutto il romanzo, mentre la divisione a spanne in capitoli potete farla man mano che procedete. Insomma, se siete al capitolo 2 non vi servirà di certo decidere fin da subito che fare al capitolo 38! Ritardi, cambi di scena, decisione di eliminare intere parti, vi faranno di sicuro uscire dalla pianificazione. Quindi se siete al capitolo 2, sentitivi soddisfatti di aver pianificato fino al capitolo 5! Questo vi permette anche, al compimento del quinto capitolo, di verificare come le pagine precedenti si amalgamino fra loro e di applicare alle parti successive le modifiche nella pianificazione del caso.

15 commenti:

Occhi di Notte ha detto...

Anche io non amo molto le scalette e mi annoiavo nel farle... ma solo ora capisco l'utilità di certi sforzi noiosi come il dividere in paragrafi, gli esercizi sull'individuazione di chi cosa come quando eecc..ecc...

PlatinumV ha detto...

Io invece ho sempre odiato le scalette perché ho noto che i miei scritti sono "in divenire". Anche ieri sera, che ho trovato un angolino di tempo per scrivere, la parte migliore che ho prodotto era proprio quella che non era in schedulazione! :-D
Quindi alla fine mi limito a chiarirmi per bene in testa i fatti salienti della storia e ad annotarmi le cose che non posso proprio saltare di scrivere (ed è sostanzialmente questo il senso del post :-P )
V

lucowski ha detto...

poi aggiungere quattro bianchi d'uovo montati a parte e mettere in forno per 42 minuti.

Slams ha detto...

Hi again! Just went by to tell you that I've updated my latest look " light chocolate" with and english text. ^^

Thank you SO much for reading my blog! It makes my day! ^^
<3

Laura ha detto...

Anch'io ho sempre odiato le scalette. In realtà uso un metodo molto simile a quello di PlatinumV. A volte mi capita di prendere appunti, se voglio fissare un'idea in testa, ma scalette, MAI! :-)

krizia65z ha detto...

Quindi e' sbagliatissimo farlo?
Io pensavo che fossero utili ...e le uso. Ahimè!! Oltre a quello mi scrivo appunti ovunque...

PlatinumV ha detto...

No, tesoro, non è che è sbagliato. Per molti sono una manna dal cielo, ma non per tutti. Una cosa standard che si insegna nelle scuole è quella di farsi la scaletta sempre e comunque. Se per una persona non funziona, forse è il momento di cambiare strada.

Nel tuo caso, ad esempio, il fatto che la scaletta non ti basti e che scrivi appunti ovunque (ergo suppongo siano parecchi) implica che forse, il metodo "scaletta" non fa per te, non ti è sufficiente o magari ti sta troppo stretto.
Ricordi la volta in cui ti ho chiesto di raccontarmi la tua storia in una decina di righe? Non ci eri riuscita, perché c'erano 200 scene che consideravi fondamentali. Il sistema che ho descritto ti può aiutare a capire cosa è veramente il fulcro della trama e quali dettagli sono invece di contorno. Essenziali, ma di contorno. Il primo passo per scrivere una buona trama, a mio parere, è proprio quello di capirla fino in fondo!

Fai un tentativo con questo sistema. Se poi ti trovi meglio con la scaletta, fai sempre tempo a tornare indietro ;-) Anzi, magari come esercizio applica questo metodo a una fiaba o un film che conosci bene e vedi se riesci a seguire i punti dell'elenco, magari ti sarà d'aiuto per chiarirti un po' meglio ciò che intendevo ^^
V

krizia65z ha detto...

ora ho scoperto un nuovo metodo oltre a quello che mi dici tu.
ma un minimo di 'base' di punti da tener conto devo averli.
dei punti chiave...se non proprio una scaletta.
Le recensioni o trame di un film riesco a farle, o di libro.
Ma chissà perchè con quel romanzo mi riesce difficile. Pur avendo tagliato e semplificato di molto la storia.
Proverò anche questa maniera.

PlatinumV ha detto...

Tesoro, non devi né tagliare né semplificare... il trucco è capire cosa è fondamentale (vedi punto 1 del mio metodo) e cosa è di contorno (vedi gli altri punti in cui approfondire).
Continuo a consigliarti di aspettare a scrivere finché non hai ben chiaro tutto ciò: già il fatto che tu sia in grado di applicare il metodo a film e altri libri è un buon punto di partenza... ti ci vuole solo un'altro po' di pratica! ^^
V

krizia65z ha detto...

quindi devo riscriverlo TUTTO da CAPO?
In che senso aspettare a scrivere?

PlatinumV ha detto...

Beh, teoricamente PRIMA di scrivere dovresti avere la trama chiara. Com'è possibile scrivere se non hai ben compreso le interconnessioni della storia? Quindi non è azzardato che tu abbia già scritto non avendo ancora completato lo schema? Cioè, capisco qualche spezzone perché diciamolo, le parti divertenti le vogliamo scrivere subito, però non penso tu abbia metà libro già scritto...
V

Taksya ha detto...

Le scalette non piacciono molto neppure a me e trovo che come metodo quello descritto da Platy sia valido e meno "statico" (quando ci farai leggere qualcosa che hai scritto?).

A me personalmente è capitato spesso di scrivere senza avere idea di quello che sarebbe accaduto. Sapevo come inziava e (forse) dove sarei dovuta arrivare... il resto è sempre venuto strada facendo.

krizia65z ha detto...

veramente il romanzo di Ian sarebbe gia' stato completato.
e avevo una specie di scaletta...anzi scalone !!!
l'ho ripreso in mano per tagliare, per cambiare in prima, ma era finito.

PlatinumV ha detto...

@Taksya: ti dirò, me lo stavo domandando un pochi di gg fa... mi sa che al prossimo concorsino, se Laura inventa la traccia, parteciperò anch'io! Perché se dovessi pubblicare qualcosa di mio qui, altro che post chilometrico!!!

@Krizia: hai mai pensato che fosse quello il problema? Se hai fatto un'impostazione un po' caotica in prima stesura, e poi prendi e tagli senza una reimpostazione da zero, non risolverai il problema "caos". Hai pensato a reimpostare tutto il romanzo e solo dopo ad aggiungere le parti che hai già scritto? Secondo me il risultato sarebbe migliore!

V

Gianluca ha detto...

si lascia leggere molto facilmente e questo è un bene. segue un po' gli stereotipi ma è carina la trovata di farli giocare a carte!