Qui le istruzioni per questa sfida. In rosso la parte standard della traccia.
Era una notte buia e tempestosa. Il vento ululava fra i rami degli alberi. L'oscuro signore del male entrò nella buia sala del trono: il suono dei suoi passi incerti riecheggiava per l'androne deserto. Le sue lunghe vesti carminio strisciavano sul pavimento dietro di lui, come serpenti del color del sangue. Salì i gradini al centro della sala e si sedette sul trono disadorno. L'oscuro signore del male, brutto quanto malvagio, si abbandonò ad una lunga risata isterica di vittoria.
Un debole colpo di tosse riecheggiò nella sala.
La risata si spense all’istante. L’oscuro signore del male si drizzò di scatto sullo schienale, allungò il collo verso il fondo della sala del trono. Dalle fitte tenebre che la ammantavano emerse una figura minuta, curva sotto una cappa scura i cui orli strisciavano a terra.
“Che c’è?”
“Qualcuno non ha ripassato bene il manuale, signor Sgnupp”
L’oscuro signore del male in erba sbiancò.
“Sono stati i passi ‘incerti’, vero? Oh, lo sapevo…”
Sgupp si passò il palmo della mano sul viso, con un sospiro profondo. Una reazione incredibilmente simile a quella del sottoscritto: la stupidità di quell’errore avrebbe avuto qualcosa di ragguardevole anche se fosse stato il primo tentativo di Sgnupp con Entrata In Scena Malvagia 1. Cosa che non era.
Il semestre seguente, il corso per Gary Stue avrebbe avuto con ogni probabilità uno studente in più.
“Senti” Sgnupp ghermì con entrambe le mani i braccioli intarsiati della poltrona e nei suoi occhi, piccoli e scuri, lampeggiò una sinistra ispirazione. “E se tu, diciamo, omettessi questo piccolo dettaglio nel verbale? E’ un’inezia, potresti benissimo non averla nota-”
“Un esame è un esame, signor Sgnupp”
Sotto la falda del cappuccio, un sorriso tutto denti lampeggiò sul viso della creatura gobba.
“Oh, ti prego!” Il viso di Sgnupp si contorse in una smorfia disperata. “Pensa a cosa dirà mia madre!”
“Quello che dirà vostra madre non è un affare della nostra scuola, signor Sgnupp” ghignò la creatura gobba, voltandogli la schiena e scomparendo di nuovo tra le ombre del salone.
Sgnupp schizzò in piedi e si precipitò giù dai gradini, incespicando nel lungo strascico sanguigno del mantello. In fondo alla scalinata si fermò per scrollare con forza il piede destro, impigliato tra le pieghe del mantello.
“Fermati, accidenti a te! Parliamone!”
Saltellando malfermo sulla gamba sinistra, Sgnupp si lanciò verso il fondo della sala e scomparve a sua volta nelle tenebre.
2 commenti:
bello! soprattutto il "corso per Gary Sue" XD
PS: cmq inetto: doveva minacciarlo, non pregarlo, per ottenere qualcosa.
*Sgnupp afferra la penna (cartucce al Vero Sangue di Agnellino ovviamente) e si fruga freneticamente in una tasca, poi nell'altra, infine impreca e se la segna sull'avambraccio*
La prossima volta non fallirà, Maestro U,U
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