Eccoci di nuovo con i post sulla caratterizzazione dei personaggi. Questa volta, dopo tanta preparazione, inizieremo a sporcarci le mani. Tutte le istruzioni che leggerete (anche nei successivi post) sono riferite ad un unico personaggio. Ovviamente dovreste seguire questa procedura per TUTTI i personaggi che avrete deciso essere importanti per la trama (si veda il primo post, qui link). Ora supporrò che stiamo analizzando il protagonista della storia che, per rifarsi all’esempio precedentemente scritto, è un metall… ahem, è un tizio coi capelli lunghi e vestito di scuro. :-P
Nella vostra testa avete una storia. La cosa più banale che mi venga in mente, giusto per fare un esempio, è “la principessa rapita dal cattivo”. Il nostro eroe deve andare a salvarla e per fare questo investiga un po’ nei dintorni, si trova a doversi picchiare con qualche scagnozzo del cattivo, poi finalmente scopre la pista giusta, raggiunge la sua amata, scontro epico standard, il cattivo muore e l’eroe e la principessa si sposano. Dite che è già sentita? Ehi, è solo un esempio!
FASE 3
Uno degli errori più comuni (nonché quello che porta a generare le Mary Sue, link) è quello di creare un personaggio A PRIORI e di metterlo dentro la storia. Solitamente il risultato è che sarà la storia ad adattarsi al personaggio e non viceversa. Se volete costruire un personaggio realistico, non dovreste in alcun modo immaginarvelo come in molti videogiochi. Nel gioco, quando create il protagonista, lo vedete davanti a uno sfondo neutro e potete iniziare a modificare la forma degli occhi, l’altezza, i vestiti, le abilità e altri dettagli. Poi esso sarà introdotto nella storia. In quel caso la storia esiste già, indipendentemente da voi, quindi non potrete pilotare la trama in modo da far sì che il personaggio risalti. Ma quando state scrivendo un libro siete voi a definire trama E personaggio. In simili circostanze, scadere nel ridicolo è facile, specie se siete affezionati al vostro eroe: potreste cadere nella tentazione di adattare la scena per far risaltare lui e tutte le sue meravigliose doti (allarme Mary Sue!).
A questo punto la cosa fondamentale è chiudere gli occhi. Sul serio. Lasciate vagare la fantasia e immaginate il vostro personaggio NELLA scena. Ovviamente, per farlo dovete prima aver immaginato LA scena. Ecco il trucco! Torniamo all’esempio dell’altra volta. Eroe, che potrei chiamare Tizio (giusto per non ripetere sempre la stessa parola), entra nella locanda. Ha appena scoperto che è successo alla sua amata principessa e vuole sapere dove sono andati i rapitori. Immagino una locanda: luci soffuse, è sera tardi, rumore, un sacco di avventori che parlano e bevono, risate sguaiate. In fondo, oltre a tutto questo, dietro al bancone, c’è il locandiere che sta pulendo dei bicchieri. Quando la scena è ben chiara nella testa (dovreste riuscire a vederla, come in un film), potete introdurre il personaggio.
Molte volte si sente dire che i personaggi godono di vita propria, che non è possibile fargli fare ciò che vogliamo noi, ma che tendono a fare ciò che vogliono loro. E’ proprio vero. Quando un personaggio è ben fatto (leggi: non è una Mary Sue o un cliché), ogni volta che scriverete qualcosa che vada contro il suo carattere, quelle righe in qualche modo strideranno e saprete che dovrete RIFARE.
Come si comporta il vostro personaggio? Il mio fa così: Tizio entra e inizia a guardarsi a destra e sinistra, cercando fra la folla. Si fa strada tra gli avventori che gli ostruiscono il passaggio e ne sposta un paio spingendoli in malo modo. Si muove con impeto e ha il volto contratto dalla rabbia. Nella foga di arrivare al bancone, calpesta il piede di un tipo ubriaco disteso in terra e, quando questo gli urla qualcosa contro, gli fa un gestaccio e prosegue imperterrito. Direi che dà l’idea che sia arrabbiato e scostante più che dire “Tizio era sempre stato scostante di natura e tendeva ad arrabbiarsi facilmente”, no?
Bene, prendete il vostro personaggio e immaginatelo in tante scene. Non occorre in tutto il libro, ovviamente, solo qualche scena importante per lo svolgimento della trama. Create quindi una serie di queste immagini mentali per ogni personaggio che riterrete opportuno.
Nella prossima puntata vedremo cosa fare di tutte queste immagini mentali!
2 commenti:
Parto a commentare da questo se non è di disturbo.
Allora:
1. io ho una teoria in merito alla troppa preponderanza del personaggio. Nei mondo dei fumetti spesso si dice che "non c'è un eroe senza un super cattivo", nei romanzi fantasy (di solito) si tende a dare troppa importanza al protagonista che si muove su uno sfondo indefinito. A volte vengono tratteggiati i comprimari, altre volte solo la controparte della love story o la spalla. Un buon punto di partenza potrebbe essere definire del tutto il protagonista proprio quando il resto del mondo è già stato creato, in modo da non farlo così "super più" perché deve fare tutto lui. Se anche gli altri hanno dei compiti, potrebbe anche godersi le ferie ogni dieci capitoli;
2. ed è quello che dici più o meno nella fase 3. Ma più che la scena credo che lo scrittore dovrebbe avere una buona idea di chi sono coloro che gli forniranno gli input a cui reagire (una sedia è passiva, un personaggio secondario molto meno);
3. "Molte volte si sente dire che i personaggi godono di vita propria, che non è possibile fargli fare ciò che vogliamo noi, ma che tendono a fare ciò che vogliono loro. E’ proprio vero."
Per quel che vale, confermo.
Ciao, benvenuta! Nessun disturbo, le visite ci fanno sempre piacere ^^
1) Hai davvero ragione. Nel fantasy il fanatismo da Mary Sue spicca clamorosamente perché questo genere di solito tende a focalizzare non su di un solo protagonista, ma su più individui tutti ugualmente determinanti per la vicenda. Ognuno di loro merita che l'attenzione del lettore gli sia dedicata a tempi alterni durante lo svolgimento della trama.
2) Anche qui, ciò che dici è esatto. Se guardi il secondo post di questa serie, troverai un link ad un vecchio post in cui si spiegava appunto come prima di scrivere anche solo una riga fosse importante definire tutte le azioni e i rapporti causa-effetto (te lo ricopio qui per comodità http://illaboratoriodiscrittura.blogspot.com/2009/11/scrittura-creativa-parte-1c-le-basi.html magari troverai interessante anche quella parte)
Grazie per essere passata di qui, mi ha fatto molto piacere ^^
V
Posta un commento